We love Cappelletti!

In Romagna abbiamo tanti piatti tipici, più o meno famosi e più o meno copiati. Una delle equazioni culinarie fondamentali è: Romagna = Cappelletti.
Non tortellini, non tortelloni, non ravioli, non cappellacci, attenzione, ma cappelletti!


In questo periodo festivo sono un must che non può mancare in pranzi e cenoni… ma in realtà sono una delizia senza tempo, nel senso che te ne mangeresti volentieri un piattone anche in agosto quando ci sono 30 gradi all’ombra.

Come tutti i piatti della tradizione, ogni famiglia ha la sua ricetta. Io qui vi propongo quelli di casa mia, che sono ovviamente i miei preferiti!

Per la sfoglia, considerate di usare circa un uovo per ogni etto di farina… ma dipende molto dalla grandezza delle uova ed anche dall’umidità dell’aria, quindi dovete regolarvi voi – se l’impasto risulta appiccicoso basta aggiungere un pò di farina!
Disponete la farina nella classica forma a fontana, rompete le uova al centro e poi aiutatevi con una forchetta ad amalgamare piano piano i due ingredienti.

Ad un certo punto, quando vi sembra di essere al sicuro da disastri tipo esondazione delle uova ovunque sul tagliere, abbandonate la forchetta ed iniziate ad impastare a mano. Metteteci della forza e dei colpi d’anca… le vere azdore impastano sculettando! 😀
Dopo di che, se siete abili ed avete abbastanza potenza nelle braccia, potete stendere la sfoglia col matterello.

Altrimenti, nonna papera – che sarebbe la macchinetta per tirare la pasta – e via andare!

Per il battuto, ovvero il ripieno – che è quello che cambia di più da ricetta a ricetta – a casa mia la regola è: niente uova, semplicemente si usa la stessa quantità di formaggi a pasta dura e a pasta morbida.

Per dire: per un kg di battuto, si useranno mezzo kg di parmigiano grattato e mezzo kg di formaggi freschi come campagnolo, stracchino e casatella. Aggiungete un pizzico di noce moscata, mischiate tutto ed è fatto! Vedrete poi come filerà e fonderà una volta che il cappelletto sarà immerso nel brodo bollente…

Per essere proprio precisa, c’è da dire che anche la chiusura del cappelletto dovrebbe essere di un certo tipo. Altrimenti – orrore! – assomiglierà più ad un enorme tortellino al formaggio. Ma su questo meglio non essere fiscali: chiudeteli come vi viene più naturale, magari cercando di riprodurre questo stupendo esemplare:

Perchè siano proprio perfetti, mia nonna dice che c’è un solo ingrediente segreto: farli con tanto amore… e se lo dice la nonna, io ci credo!

9 Comments Add yours

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  2. arielfoodie ha detto:

    Stasera noi ce li siamo ri-magnati di nuovo col brodo buono… ma non si può scegliere! :))

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  3. Edi ha detto:

    Ma che meraviglia! Posso quasi risentirne la giusta consistenza, il delicato mix di sapori, il calore del brodo che fonde coi formaggi…. A proposito: brodo o ragu’?

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  4. arielfoodie ha detto:

    Ehehe d’altronde qualcuno prima o poi lo cercherà pure quel termine! E lo troverà! 😀

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  5. Link ha detto:

    Penso che ‘azdora’ sia il miglior tag di sempre, c’è poco da fare… 😉

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