La Piadèna!

Di piadina ne avevo parlato già quando scrivevo per Nuok, ma non per questo posso evitare di dedicare un bel post anche qui al cibo degli Dei!

Chi non conosce la piadina? Ormai è talmente celebre da essere diffusa in tutto il mondo! Però, però… c’è un però. Tanti non sanno che ne esistono diversi tipi e che spesso, in realtà, fuori dalla Romagna quello che rifilano agli ignari avventori sotto le mentite spoglie di “piada” o “piadina” non c’entra niente con l’originale.
Anche restando dentro i confini della Romagna, come vi dicevo, ci sono tanti tipi di piadina quante sono le famiglie che la popolano… e in generale ogni città la fa a modo suo, tanto da generare lotte interne sulla paternità della “vera” piadina romagnola.
Volendo restringere il campo, si possono individuare due filoni principali: quello della piadina grossa e quello della piada sottile. Attenzione, avete visto che ho usato anche due nomi diversi? 😉

Io sono di Ravenna, e se chiedete ai miei concittadini vi diranno che la vera piadina è la nostra, quella grossa. Più si va nella bassa Romagna, verso il riminese, e più l’impasto si assottiglia…
Per una questione di gusti, io preferisco la nostra alta e tamugna. Il campanilismo non c’entra, sono le mie papille gustative che mi impongono questa scelta! 🙂

Detto ciò, son qui apposta per insegnarvi a farla in casa… così potrete avere un po’ di Romagna a portata di mano quando vorrete!

Ingredienti (attenzione sempre alla qualità, che in un prodotto così semplice è fondamentale!):
1 kg di farina o (oppure quella senza zeri, che è meno raffinata)
2 bustine di lievito in polvere (per pizze, ma non di birra)
1 pizzico di bicarbonato
1 hg e 1/2 di strutto
1 cucchiaino di miele
sale
acqua (o un misto di acqua e latte) per impastare

Procedimento:
Mischiate farina, lievito e bicarbonato e disponeteli a fontana su una spianatoia. Nell’incavo centrale, mettete lo strutto, il miele e il sale.

Aggiungete a poco a poco i liquidi (se oltre all’acqua aggiungete un po’ di latte, la piadina risulterà più morbida) ed impastate energicamente.


Se vi rendete conto che l’impasto risulta troppo umido, correggetelo aggiungendo un po’ di farina. La consistenza finale dev’essere più soda di quella dell’impasto per la pizza, e non deve risultare appiccicosa.
Non è necessario lasciar riposare l’impasto: potete fare subito delle palline da tirare col mattarello in forma circolare.


Per cuocere la piadina, lo strumento migliore e più tradizionale sarebbe il testo di terracotta, che però in pochi possiedono. Non preoccupatevi: potete tranquillamente usare una piastra di ghisa o una padella antiaderente. Fatela scaldare bene, poi adagiateci sopra una piadina alla volta, bucherellandola leggermente con una forchetta. La cottura dev’essere di pochi minuti per lato, fate attenzione a non bruciarla o seccarla troppo.

Volendo, prima di cuocerla potete formare un crescione: scegliete un ripieno (il classico pomodoro-mozzarella, oppure spinaci-grana, o tutto quello che la vostra fantasia vi suggerisce), mettetene un po’ sulla piadina cruda, piegatela a metà e chiudetene i bordi facendo un “risvolto” e premendo leggermente. Come se steste facendo un calzone di pizza, insomma! Il tempo di cottura si allunga leggermente, ma il risultato è ottimo!

Se invece la volete semplicemente farcire dopo la cottura, potete farlo con tutti i tipi di affettato, oppure con il tradizionalissimo (e mio preferito personale) abbinamento squacquerone-rucola, ma anche con la salsiccia ai ferri (i più temerari adoreranno l’accoppiata salsiccia-cipolla)… e per i golosi, vale sempre l’opzione Nutella! Goduriosissima scelta, garantito da una che di piadina ormai se ne intende!

Prossimamente ho intenzione di provare a fare – e di raccontarvi – anche la variante per vegetariani (usando l’olio d’oliva invece dello strutto)!

In conclusione dico questo: io non capisco, assolutamente non concepisco, come si possa vivere felicemente senza piadina (meglio se con squacquerone e rucola)… voi che abitate fuori dalla Romagna, spiegatemelo se ci riuscite!


Per me è semplicemente un cibo imprescindibile e fondamentale, una delle cose più buone che esistano e di cui non potrei fare a meno neanche se mi pagassero!

7 Comments Add yours

  1. arielfoodie ha detto:

    Immagino che la adori! Mi è giunta voce che la faccia con l’olio d’oliva appositamente per chi non mangia lo strutto… 😉

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  2. Tanya ha detto:

    io adoro quella della nonna Carmen!! 😀

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  3. arielfoodie ha detto:

    Ma infatti, come sempre quando si va su questioni campanilistiche, si parte scherzando e poi si inizia a litigare sul serio perchè diventa una questione di principio! 😀
    Bisogna essere saggi e zen per ammettere che ognuno la fa a modo suo e rimanere superiori a queste controversie…

    …però la nostra è più buona! 😛

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  4. Link ha detto:

    “…ogni città la fa a modo suo, tanto da generare lotte interne sulla paternità della “vera” piadina romagnola.”

    Concordo. Vedo delle quotidiane lotte intestine e litigi incredibili per questa cosa… E il bello è che non sto nemmeno scherzando! 😀
    E comunque era giusto riproporre la piadèna, che fa sempre bene! 😀

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