Ristorante l’Ochina Bianca @ Mantova

Qualche giorno fa, sono dovuta andare a Mantova per una capatina veloce, nel tardo pomeriggio.
Una volta fatto quello che dovevo fare, è stato il momento di cercare un ristorante in cui cenare. A dire la verità, quello che avevo adocchiato e che mi ispirava assai, La Cucina, era ancora chiuso (erano le 19.40, non mi sembrava poi così presto). Siccome i miei fremevano per rimettersi in viaggio ed evitare bufere di neve notturne, abbiamo camminato alla cieca verso il parcheggio e ci siamo imbattuti nel ristorante L’Ochina Bianca, optando per quello. La porta era ricoperta di adesivi con indicazioni e riconoscimenti vari, fra cui uno che informava che il locale è presente sulla guida Michelin 2012.


Appena entrata, sono stata colpita dall’ambiente caldo, curatissimo, un po’ retrò, davvero molto elegante ed avvolgente. Il titolare del locale è un signore gioviale che gestisce la maggior parte delle operazioni in sala.

Avevamo intenzione di consumare una cena veloce, quindi abbiamo scelto una sola portata a testa, optando giustamente per piatti tipici mantovani – a parte un outsider che ha ordinato pasta e fagioli – ovvero: tortelli di zucca burro e salvia e risotto con pesto di salsiccia e puntel, che poi sarebbe una costina di maiale.


Non abbiamo dovuto aspettare molto, al contrario di ciò che temevamo, e alla fine siamo stati soddisfatti. Non estasiati, ma soddisfatti. Non so, forse da un ristorante da guida Michelin mi aspettavo di più, ma in effetti i piatti della tradizione sono quelli, non è che ci si possa inventare chissà cosa…


Però, ad esempio, la salsiccia del mio risotto era decisamente troppo pepata – in passato ho mangiato lo stesso piatto all’agriturismo La Rasdora (di cui dovrò parlarvi prima o poi!) e l’ho trovato molto più equilibrato e, nel complesso, più piacevole. Buono anche questo eh, non fraintendetemi, semplicemente non squisito! Ad onor di cronaca c’è da dire che era ottima invece la costina che completava il piatto… quella sì che era da leccarsi i baffi!

Altra pecca che ho riscontrato è stata il cestino del pane: era molto invitante, pieno di diversi tipi di pani, grissini e taralli, ma – ahimè – una volta addentati ci siamo resi conto che erano probabilmente tutti prodotti confezionati, poco convincenti. Considerando che il coperto costa 3€ a persona, mi sarei aspettata qualcosa di assolutamente diverso, per lo meno di artigianale.

Molto buono invece il vino rosso, sfuso, che abbiamo bevuto. La cantina è molto fornita, per gli amanti del genere potrebbe essere interessante.

In conclusione, non me ne voglia il titolare – che era davvero un signore simpatico – ma dalle premesse mi aspettavo qualcosa di più. Forse i piatti forti del ristorante erano altri, o forse sono io troppo esigente… può anche darsi.
Credo che, la prossima volta che andrò a Mantova, esplorerò qualche altro locale

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Lo Sfizio Goloso ha detto:

    3 euro per il coperto?? Considerando che all’estero nemmeno lo fanno pagare, ritengo sia più giusto come si fa nel locale appena aperto vicino casa (ti ci dovrò assolutamemente portare!!). Essendo locale tipico spagnolo, fanno pagare 2,50 di pane casalingo, pomodoro ed olive per farti la bruschetta quando vuoi nel corso della cena!!
    Ah, e l’acqua non si paga! ben diverso da questo posticino.
    Come si dice…in questo caso “l’abito non fa il monaco!”…localino tanto bello all’apparenza ma poi…pufff! Scompare la magia…

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