Biscotti “The morns are meeker than they were”

Vi ricordate la mia rubrica sulle ricette ispirate alle canzoni di Malika Ayane? Oggi vi presento la seconda: biscotti con sciroppo d’acero e nocciole!

Dal 18 settembre è iniziata la Ricreazione, ora siamo nel pieno del fermento… l’album è un gioiello, si sente la crescita di Malika – che ha messo tutta se stessa in quest’opera, creando piccoli capolavori carichi di emozione.
Se non l’avete ancora fatto, vi suggerisco con tutto il cuore di comprarlo perchè dire che merita è riduttivo.

Per quanto riguarda le mie creazioni culinarie, mi sono lasciata ispirare da una traccia che si distingue dalle altre e spicca al centro dell’album, sorprendendo con un pianoforte dolcissimo ed un cantato che è un elegante carezza.
Il titolo è “The morns are meeker than they were”, il testo è una poesia di Emily Dickinson e la musica reca la firma di Sergio Endrigo. Hai detto niente!
Ascoltandola, sono stata trasportata dentro una sala prove in cui delle bimbe col tutù rosa pallido stavano imparando il balletto per il saggio di danza classica. Fuori dalla finestra, una brezza autunnale faceva volteggiare delle foglie rosse e gialle.

Così ha preso forma la mia idea… il testo di questa poesia-canzone è veramente ricco di spunti, e descrive l’autunno in una maniera tale da farlo piacere anche a chi avrebbe preferito che l’estate durasse ancora qualche mese (come me).

The morns are meeker than they were,    
The nuts are getting brown,
The berry’s cheek is plumper —
The Rose is out of town.

The maple wears a gayer scarf,    
The field a scarlet gown —
Lest I sh’d be old-fashioned,    
I’ll put a trinket on.

Fatta questa intro, posso dirvi che ho preparato e sfornato ben quattro teglie di biscotti con sciroppo d’acero e nocciole! Ero decisamente ispirata… 🙂

A onor del vero confesso che la ricetta non è mia, ma l’ho presa da questo blog. Io ho solo aggiunto le nocciole, perchè vengono citate nella canzone – e anche perchè mi piacciono da morire, diciamolo.

La ricetta è di una semplicità infinita, per realizzarla sporcherete solo un paio di oggetti e la cosa più difficile sarà probabilmente resistere alla tentazione di mangare tutti i biscotti uno dopo l’altro!

Ingredienti:
380 g di farina
120 g di burro
65 g di zucchero semolato
65 g di zucchero di canna (o d’acero, se lo trovate)
1 uovo
100 ml di sciroppo d’acero
20 g di nocciole

Procedimento:
Versate tutti gli ingredienti in un recipiente, tenendo da parte solo le nocciole. Impastate tutto come se fosse una normale frolla – quindi non sciogliete il burro prima di usarlo, ma lavoratelo a freddo insieme al resto. Ad un certo punto spostate l’impasto dal recipiente al tagliere per poterlo lavorare meglio, aggiungendo farina se ne aveste bisogno per fargli raggiungere la giusta consistenza.


Intanto, tritate grossolanamente le nocciole (meglio se sono quelle spellate e già tostate). Dividete l’impasto in due parti, ed in una incorporate la granella di nocciole continuando ad impastare a mano.


Avvolgete le due parti di impasto nella pellicola e lasciatele riposare per mezz’ora in frigorifero.

Una volta trascorso il tempo necessario, stendete l’impasto ponendolo fra due fogli di carta forno (siccome la frolla risulta abbastanza morbida, sarà molto più facile lavorarla in questo modo piuttosto che con la tradizionale spolverata di farina) e lasciandolo alto circa 4 mm. Ricavate i biscotti con le formine che preferite e cuoceteli in forno a 180° per 12/15 minuti.


Appena sfornati, spennellateli con lo sciroppo d’acero, poi lasciate che si raffreddino.

I biscotti risultano molto croccanti – credo che la consistenza sia dovuta al fatto che lo sciroppo d’acero, cuocendosi, caramellizza – e dal sapore “dolce-ma-non-stucchevole”. Lo zucchero di canna e lo sciroppo d’acero la fanno da padroni nella forma “base” dei biscotti, mentre in quelli con la granella il connubio con la nocciola ricorda proprio l’autunno a 360°.


Chi li ha assaggiati li ha decisamente apprezzati!
…ma avrebbero dovuto sentirli con in sottofondo “The morns are meeker than they were”… avrebbero avuto un sapore ancora più speciale!
In ogni caso, finalmente domani inizierò la giornata non solo canticchiandomi questi versi – come succede da un paio di settimane – ma potrò anche addentarli… magia! 🙂

2 Comments Add yours

  1. arielfoodie ha detto:

    Ok, ho appena scoperto che apparentemente questa canzone descrive la primavera e non l’autunno.
    Ma perchè a me sembrava il contrario?!?!? Boh. E’ una poesia… libera interpretazione.

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  2. Alberto ha detto:

    Io e mio Padre li abbiamo assaggiati (però senza la musica) e sono veramente speciali (come chi li ha preparati, d’altronde come non potevano esserlo ?).Ora provvederò alla mancanza musicale andando su i-Tunes.
    Ciao e grazie ad Ary per l’assaggio.
    Uncle Albert & Grandfather Henry

    Mi piace

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