Ristorante Novecento @ Spoleto (PG)

il

Sabato scorso, in compagnia di un’allegra combriccola, sono andata a Rieti per assistere alla data zero del Ricreazione tour di Malika Ayane – lo so, sono un pelino monotematica ultimamente, abbiate pietà.
Fra parentesi, intanto che ci sono lasciatemi dire che è uno spettacolo che merita di essere visto… per cui, se vi capita, vi consiglio assolutamente di andare a teatro a goderne! 🙂

A parte questo, comunque, sulla via del ritorno la domenica ci siamo trovati a passare da Spoleto giusto giusto all’ora di pranzo… e vogliamo forse non fermarci a cercare un ristorantino dove rifocillarci? Giammai!
Non avendo idea di dove puntare, abbiamo parcheggiato l’auto e siamo saliti a piedi verso il centro… dopo non molto, ci siamo trovati davanti questo:

…ne siamo rimasti affascinati, e dopo poco è arrivata la decisione definitiva: “Vada per il Ristorante Novecento!”

E’ bastato entrare per restare a bocca aperta e stringerci idealmente la mano per l’ottima scelta. Il titolare ci ha chiesto se preferissimo un tavolo nella prima sala o in quella sul retro… appena abbiamo messo piede nella seconda, ci siamo innamorati. E ditemi voi se poteva non accadere?!

I locali del ristorante sono pieni di cianfrusaglie di ogni tipo. Un’accozzaglia di oggetti per lo più inutili e magari anche kitsch, che però nel complesso creano un ambiente meraviglioso tipo casetta delle favole in cui tu, persona anagraficamente adulta, ti ritrovi a bocca aperta e a naso in su, persa nell’osservazione di ogni dettaglio nel tentativo di non farti scappare nulla.


Io l’ho davvero adorato dalla prima occhiata, lo stile è quello internazionale di certi negozietti di chincaglierie che mi è capitato di trovare a Brooklyn, e mi è sembrato davvero di entrare in un mondo parallelo per un po’.

Il menù invece è italianissimo: visivamente riproduce una maxi banconota del 900 (per l’appunto), e al suo interno i piatti proposti sono quelli della tradizione umbra – pasta fresca fatta in casa, polenta, sughi ai porcini, al tartufo o con cacciagione, crostini, dolci freschissimi (noi ci siamo fatti invogliare perchè dalla cucina arrivava un prelibato profumino di torta appena sfornata).


Una particolarità che ci ha incuriosito sono i prezzi: non sono “tondi” come al solito ma finiscono sempre con una quantità stramba di centesimi – tipo 8.77, 5.53… la cosa ci è piaciuta un sacco, per qualche motivo ci è parsa molto simpatica ma rimaniamo col dubbio: come mai questa scelta? Se il titolare leggerà questo post, lo prego di rispondere! 😀

Venendo al dunque, ovvero al cibo, noi abbiamo ordinato tre primi: pappardelle al cinghiale, strangozzi della Balda e strangozzi al tartufo. Per chi non li conoscesse (tipo noi prima di domenica), gli strangozzi sono una pasta fresca all’uovo che assomiglia al tagliolino ma è più grossa ed irregolare… una specie di spaghetti alla chitarra più schiacciati. Insomma, guardate le foto. 😀


La pasta era molto buona, cotta al dente e i sughi erano abbondanti. Ad onor del vero devo dire che il tartufo non era particolarmente saporito, ma immagino che la qualità dipenda un pò anche dalle annate… stavolta è andata così, I guess. Ah, sappiate che le porzioni sono veramente abbondanti. Pur soffrendo, ho dovuto lasciare lì qualche forchettata di pasta… perchè volevo assolutamente provare un dolce!

E veniamo a lui, infatti, il Re di quel pranzo.
La cameriera ci ha elencato vari dessert – e a dire la verità mi invogliavano tutti un sacco… ma ero troppo piena per potermi permettere un dolce tutto per me, quindi ho condiviso con una dei miei compagni di viaggio ed abbiamo optato per quello che ci è stato proposto come “Cappuccino”.
Cioè. Parliamone. Uno dei dolci più buoni che abbia mai mangiato! Crema chantilly al caffè alternata ad uno strato di briciolone di pan di spagna al cacao. Quella crema chantilly era goduria pura, non ho altro da aggiungere.


Anche il dolce era enorme, comunque. Da sola non sarei mai riuscita a finirlo… anzi a dire il vero non l’abbiamo finito nemmeno in due (dobbiamo vergognarci, lo so, ma è colpa del maxi viaggio in auto che ci aspettava). Insomma, se abitassi da quelle parti probabilmente tornerei lì più e più volte solo per provare tutti i loro dolci, come piatto unico 😀
Se tanto mi dà tanto…

Alla fine abbiamo anche speso pochissimo, il che non guasta mai e ci ha lasciato ulteriormente soddisfatti.
In più il titolare ha un’aria accomodante e piacevole che ti fa sentire rilassato e in pace col mondo…

Si capisce che mi è piaciuto questo ristorante? Straconsigliato a tutti quelli che abitano in zona o passano di là! 🙂

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. andrea luzzi ha detto:

    Buonasera, sono Andrea Luzzi, titolare del 9cento, e vi scrivo per spiegare il perchè dei centesimi nel nostro menù. Il locale, fondamentalmente è incentrato sul 900, con moltissimi rimandi al secolo passato, lampade, macchine fotografiche,libri,giradischi…non poteva mancare la nostra amata lira, cosi il menù riproduce una maxi banconota da 1000 lire e i prezzi sono il cambio esatto con il vecchio conio (1 euro = 1927,36 lire). Cosi un tagliere 8,26 euro corrisponde alle vecchie 16000 lire, una barbazza salvia e aceto di mele da 6,19 euro corrisponde a 12000 lire e cosi via….
    Spero di esser stato d’aiuto…un grande saluto da Spoleto

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    1. arielfoodie ha detto:

      Grazie mille per la spiegazione, conferma una delle ipotesi che avevamo fatto! 🙂
      Complimenti ancora per l’originalità… se ripasserò da Spoleto tornerò di sicuro a trovarvi!
      Buon lavoro e buona giornata del Ringraziamento! 🙂

      Mi piace

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