California-Nevada-Arizona-Utah: glutenfree on the road! (part 2)

Dopo avervi fatto alcune doverose premesse nella prima parte del mio reportage da oltreoceano, oggi inizio ad andare nel dettaglio dei vari locali che ho provato.

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Un’altra piccola cosa, prima di iniziare, voglio dirla: è vero, io sono la paladina del “mangiare positivo”, del buono ma sano, dell’alimentazione come alleata per la salute. E questo vale sempre, tutti i giorni della mia vita… tranne quando mi concedo di sgarrare. E le vacanze sono un momento di sgarro sacrosanto! Amo conoscere i luoghi che visito anche attraverso il cibo: ecco perché non mangerei mai italiano all’estero, ed ecco perchè mi concedo molti più sgarri del solito.
E’ vero anche che i miei pranzi, in questa vacanza on the road, sono consistiti per il 90% di verdure crude e frutta fresca comprati al supermercato (soluzione ottima anche per noi sglutinati, soprattutto considerando le temperature e lo stress a cui il vostro corpo sarà sottoposto se affronterete un viaggio del genere)… quindi la sera potevo concedermi qualcosa di più sostanzioso – e anche godurioso.
Ecco perchè nel mio elenco troverete anche qualche voce “fuori dal coro” – tipo le nachos che ho mangiato a profusione, ma non potevo astenermi visto il luogo in cui mi trovavo!

Siete pronti per iniziare questo viaggio glutenfree insieme a me? 🙂

Planet Hollywood (Las Vegas, nel mio caso):

planet-hollywoodQuesta famosa catena di locali ha salvato la cena della nostra prima vera serata americana – ho prenotato io telefonicamente e in 5 minuti sono riusciti a far accomodare senza problemi il nostro gruppo di 12 persone, che stava vagando senza meta da più di un’ora. E’ un locale che mette d’accordo chiunque: ci sono hamburger, bistecche, pesce, insalate… di tutto un po’. I piatti senza glutine non sono segnalati sul menu, ma la cameriera era informata su quali fossero le insalate sglutinate (ovviamente avevo scelto l’unica non idonea!). L’insalatona era enorme, ben condita, con un sacco di verdura fresca, di avocado (non potete capire quanto sono buoni gli avocado in questa zona degli USA!) e molto sostanziosa per la presenza di pollo e blue cheese (una specie di gorgonzola). Insomma, non sono riuscita a finirla nonostante fosse decisamente gustosa.
I prezzi sono nella media americana, oscillano fra il medio-basso e il medio-alto a seconda di quello che scegliete.
Giudizio finale: positivo!

Denny’s (Las Vegas, ma anche Parhump, Los Angeles, San Diego… è una catena presente praticamente ovunque, anche nei luoghi più remoti):
dennys-collageNon solo è presente ovunque, ma il Denny’s è anche aperto 24 ore su 24… e per questo, che siate sglutinati o meno, vi salverà spesso! Noi l’abbiamo provato sia per la colazione che per la cena, e per quanto mi riguarda meritano entrambe – la colazione per l’enorme varietà di scelta (e i vostri compagni di viaggio glutinosi potranno godere dei loro pancakes, che a quanto pare sono stratosferici) e la cena per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.

dennys-cenaIn questo ristorante, sul menu sono segnalati chiaramente tutti i piatti glutenfree, che sono parecchi, e addirittura potrete godere della presenza dei muffin – che sono tipo piccoli panini caldi da colazione, ma ordinabili anche a cena! L’unico “piccolo” problema di questo posto è il personale… su 5 volte che ci sono stata, in ben 3 casi hanno sbagliato le ordinazioni (4 se contiamo anche una volta in cui è successo a un’altra ragazza invece che a me). Il problema ovviamente sorge quando sbagliando l’ordinazione ti portano un piatto contenente glutine: una volta il muffin era quello normale, un’altra c’era un mix di cereali al posto dei broccoli che avevo chiesto, un’altra ancora il topping a base di oreo sul gelato, invece delle mie noci pecan… e così, nel terzo caso ho “rubato” il gelato a uno dei miei compagni, mentre nei primi due ho chiesto un cambio dell’elemento incriminato… e cos’hanno fatto, bel belli? Mi hanno lasciato lo stesso piatto in cui era stato servito il cibo glutinoso – addirittura, nel caso dei cereali ne ho trovati una discreta quantità sotto la fetta di pesce che accompagnavano! Quindi: amici celiaci, fate sentire la vostra voce se dovesse succedervi una cosa del genere. Ok specificare sul menu che le loro cucine sono “miste”, ma fare degli erroracci del genere con un cliente celiaco sarebbe molto grave.
Detto questo, giudizio finale: se riuscite a far sì che il personale sia più attento di quello che ho incontrato io, allora positivo!

Big John’s Texas Bbq (Page):

texas-bbqSe sosterete una notte a Page (e in tal caso vi consiglio caldamente l’Hampton Inn and Suites), non potrete non notare questo ristorante che “apre” la via principale dove si trovano i vari localini. E’ un vero e proprio barbecue stile texano, con tavolate in cui mangiare in compagnia seduti sulle balle di fieno, grandi affumicatori su cui la carne viene arrostita per ore e ore, e musicisti country in cappello da cowboy. Ok, un po’ turistico forse, ma molto caratteristico e simpatico… non scandalizzatevi per i piatti di polistirolo e per i secchi di arachidi salate da mangiare come stuzzichino, buttando le bucce per terra come se foste nell’aia di un ranch (che goduria!). In quasi tutti i piatti c’è il pane, ma vi basterà chiederne uno “personalizzato” e sarete a posto… sempre con un occhio alla contaminazione, ma quella è una costante che vi consiglio di specificare ovunque. Pare che la loro specialità siano le costine, ma quando siamo arrivati noi (tardi per i loro standard) erano finite… per cui con grande disperazione abbiamo virato su altro: io ho provato il pulled pork (carne di maiale cotta molto a lungo e “sfilacciata”, particolarmente tenera e saporita grazie alle spezie), che viene servito con fagioli alla texana e coleslaw, un’insalata di verza. Qualità ottima! Rapporto col prezzo: buono… a me pare di aver speso 10$ o poco più quindi va benissimo.
Quindi ripeto: non fatevi ingannare dalle apparenze… regalatevi una piccola parentesi di Texas e provatelo!
Giudizio positivo!

Houston’s Trail’s End (Kanab):

houstons-trail-endDunque. A Kanab, folkloristico paesino in cui sono stati girati decine e decine di film western (c’è anche un museo dedicato), passeggiando per la via principale ho trovato un ristorante piuttosto interessante in cui facevano cucina proveniente un po’ da tutto il mondo e sul menu erano segnalati i piatti senza glutine. Ma! Come vi dicevo nell’altro post, non ero libera di scegliere autonomamente dove cenare, per cui sono stata in realtà nel ristorante indicato nel titolo. Il cibo è quello tipico del barbecue americano, con aggiunta di alcune insalate… ma io, che mi portavo dietro la voglia di costolette dalla sera prima, ho scelto quelle, però senza osso. Salsa barbecue e contorno di patate e verdure al vapore. Erano veramente gustose, e veramente troppe nonostante fossi affamatissima. 😀 Ma quello non è un problema, potete sempre cedere qualche pezzo di carne ai vostri compagni di viaggio… ne saranno felici. Rapporto qualità prezzo, anche in questo caso, molto buono.
Giudizio: positivo ma ecco… se fossi in voi proverei l’altro, mi è rimasta la curiosità!

Subway (fast food presente ovunque):

img_7775Va beh, io non amo i fast food e li uso solo quando non ho scelta… in questo caso non avevamo scelta. Ci siamo attardati a vedere un tramonto spettacolare in mezzo al nulla, in compagnia solo di cervi e conigli, e quando siamo tornati in paese era TUTTO chiuso. Quando vi dico che i locali chiudono alle 21… non dico per dire! E quindi non abbiamo avuto alternative: ci siamo rifugiati in una stazione di servizio che ospitava un piccolo market e due fast food – fra cui io ho scelto Subway. Il buono di questo posto è che può trasformare il ripieno di qualsiasi panino in insalata: in sostanza, non si fa altro che scegliere gli ingredienti che si vogliono fra tutti quelli che si trovano nei vari contenitori nel bancone. I contenitori hanno dei coperchi e il personale vi serve con i guanti usa e getta, quindi in teoria il rischio di contaminazione dovrebbe essere basso. Fatevi suggerire i condimenti senza glutine e il gioco è fatto! Alla fine l’insalata era anche buonina ed è costata poco.
Giudizio: se proprio vi trovate alle strette, è un’opzione percorribile.

Roberto’s (Mammoth Lakes):

robertosQuesto locale messicano, un po’ pub un po’ ristorante, ci è stato consigliato da una simpatica signora incontrata in un paese vicino nel pomeriggio. Abbiamo deciso di provarlo con mia grande gioia (amo il cibo messicano) e con disappunto di alcuni membri del gruppo… beh, mi dispiace per loro che hanno mangiato carne scondita. Sul menu non troverete indicati i piatti glutenfree, ma la cameriera vi spiegherà che potete scegliere le insalate o anche i tacos, specificando che volete la tortilla di mais (benedetto mais!). Cosa che io ho infatti ordinato… ma che poi, a dirla tutta, non ho avuto il coraggio di mangiare. Ok il ripieno, ma la tortilla è rimasta lì, è stato più forte di me! In ogni caso, pare che una loro specialità siano i piatti a base di anatra, e infatti ho puntato su quello, ma devo dire che pur essendo buono non mi ha fatto gridare al miracolo. Il servizio è stato un pochino caotico, quindi assicuratevi bene che abbiano compreso la vostra ordinazione e che vi portino effettivamente quello che avete chiesto! Le nachos che servono come entrée (una meravigliosa abitudine di tutti i ristoranti messicani all’estero) sono fritte in una friggitrice mista… quindi state attenti se dovete essere fiscali con le cross contamination.
Giudizio finale: buono ma non eccelso… forse potete trovare anche altro in paese.

Mel’s Diner (San Francisco):

mels-dinerDiner anni ’50 che conta diverse location in città, l’abbiamo scelto per caso… ma è stata una delle migliori sorprese della vacanza! Non solo sul menu erano segnalati tutti i piatti glutenfree, ma fra di essi non c’erano solo uova e insalate… c’erano anche i pancakes! Potevo forse esimermi dall’assaggiarli? Ovviamente no, e ho fatto benissimo. Mi sono arrivati tre maxi pancakes di grano saraceno, che ho annaffiato con abbondante sciroppo d’acero. Erano veramente ottimi, talmente tanto che mi sono sforzata con tutta me stessa di finirli… ma mi sono dovuta arrendere a un soffio dal traguardo. Li consiglierei a chiunque! Anche in questo caso fate presente la questione della cross contamination, perché soprattutto nell’ora di punta la cucina è molto affollata… ah, fra l’altro, se avete fretta sappiate che il loro servizio è un pochino lento. Per quanto mi riguarda, l’attesa è stata ampiamente ripagata, però se avete un programma particolarmente serrato vi conviene andarci molto presto o molto tardi, non esattamente nell’orario in cui chiunque va a fare colazione (come abbiamo fatto noi). I prezzi sono un pelino alti, anche se secondo me rispecchiano la qualità del prodotto.
Giudizio finale: ottimo!

Sabella & La Torre (San Francisco):
Premessa su qualsiasi ristorante di San Francisco: il piatto più tipico, e contemporaneamente più economico, della città è la chowder (zuppa) di vongole o granchio servita nella pagnotta. Ecco… dimenticatela. Niente pagnotta, ovvio, ma nemmeno la zuppa: contiene farina quindi è fuori dalla nostra portata – il che mi è dispiaciuto da morire, quando l’ho scoperto, perché come vi ho detto se c’è una cosa che mi piace fare è assaggiare i cibi tipici del luogo… va beh.
Messa l’anima in pace sulla chowder, in questo ristorante l’unico piatto a base di pesce (e con un prezzo accettabile) che non contenesse glutine era il salmone al forno, per cui ho optato per quello. Era effettivamente molto gustoso, e la porzione era enorme come al solito. Servito con contorno di verdure e insalata… alla fine son rimasta soddisfatta. Certo, il locale lascia un po’ a desiderare, ma se siete accompagnati da familiari o amici glutinosi vale la pena: ho sentito dire che la loro zuppa nel pane era veramente buona!
Rapporto qualità prezzo nella media dei locali turistici della città.
Giudizio finale: non male, anche se ho l’impressione che in quella zona più o meno un ristorante valga l’altro…

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Vi è venuta l’acquolina?! Allora aspettate la terza parte del reportage… to be continued…

Part 1
Part 3

ps: chiedo scusa per la qualità non eccelsa delle foto, ma sono state fatte col cellulare e spesso in condizioni di luce precarie! 😀

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