California-Nevada-Arizona-Utah: glutenfree on the road! (part 3)

Dopo le tips generali e la prima manche di giudizi sui ristoranti incontrati lungo la strada, ricominciamo – e concludiamo – il reportage sglutinato dagli Stati Uniti continuando la carrellata di locali che ho provato durante il mio viaggio on the road.

Intanto, aggiungo una piccola info su San Francisco: all’interno del Ferry Plaza Farmers Market, nel pier 1, c’è Mariposa, una bakery glutenfree che prepara sia dolci che panini. E’ completamente senza glutine, quindi – ne deduco – senza contaminazioni. Non l’ho provata ma l’ho vista passandoci… i prezzi sono alti, ma magari vale la pena!

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Ihop (San Francisco, ma è una catena presente pressoché ovunque):
Diversamente dal Denny’s, in questo locale non troverete alcun piatto “naturalmente” senza glutine (e quindi niente di segnalato sul menu). Di buono, però, c’è che potete costruirvi la vostra colazione su misura, cosa che ho fatto io: uova, bacon e frutta fresca, chiedendo esplicitamente di non mettere pane (che altrimenti ti danno praticamente in automatico). Rischiate sempre la contaminazione, ma è una soluzione nel caso non abbiate alternative. I vostri accompagnatori glutinosi hanno un sacco di scelta, io avrei ucciso per avere i pancake golosissimi presenti nel menu!
Giudizio: come piano di riserva in caso di mancanza di altre opzioni, si può fare…

Starbucks (Monterey, ma come ben sapete è ovunque!):
Alla disperata ricerca di un pasto veloce, sono entrata dal celeberrimo Starbucks per capire se avessero dei panini senza glutine – visto che da qualche parte sono convinta di aver letto che dovrebbero avere anche delle proposte per noi. Non ne ho trovati, ma ho preso una delle loro insalate – con pochissima convinzione, lo ammetto. E invece: sorpresa! Era buonissima, saporita, ricca e mi ha soddisfatto al 100%! Il prezzo era anche basso (7$ scarsi) quindi pollice alto! Le loro insalate sono tutte glutenfree, così come la quasi totalità delle bevande. Quindi se avete bisogno di un pranzo al volo… sapete che potete rifugiarvi lì. Giudizio: positivo!

monterey
Lily Mae’s Cinnamon Rolls Bakery (Monterey):
Proprio di fronte allo Starbucks, c’era questa minuscola bakery che avevo trovato tramite le mie ricerche preventive. Non ha segnalazioni all’esterno, ma se entrate troverete una piccola bacheca, separata dal resto, che contiene alcuni dolcetti senza glutine. Non c’era moltissima scelta e i prezzi non erano nemmeno così a buon mercato, ma ho deciso di cedere alla golosità e mi sono concessa un chocolate chip cookie. Devo dire che era buono, forse un po’ burroso ma nella norma americana. Magari non valeva tutto il suo prezzo però, come sfizio una tantum, ci stava.
Giudizio: provate e ditemi la vostra!

Sandbar (Santa Barbara):
sandbarAllora… se siete inguaribili golosi come me, in questa cittadina troverete pane (ehm) per i vostri denti. La via principale è un pullulare di ristoranti con specialità di tutto il mondo, tanto che non saprete veramente da che parte farvi. Il nostro gruppo, infatti, si  è diviso: alcuni hanno optato per un ristorante italiano (e il mio commento è solo un grande BAH) mentre io e gli altri abbiamo scelto questo locale messicano, che non è solo ristorante ma anche discopub. E’ un posto da drink con gli amici e da movida notturna, ma non pensate che si limiti a quello: è soprattutto un ristorante che offre il cibo messicano più buono che abbia mai mangiato! A parte le solite spettacolari nachos ancora calde con la loro salsina piccante, voi buttatevi pure sulle insalate (in teoria ci sono anche i tacos di mais ma non li ho provati e non me ne pento). Io ho scelto una fajita ensalada con i gamberi… non saprei nemmeno descrivervi quanto era buona: gamberoni conditi alla perfezione, verdure fresche, cipolla cotta (forse un po’ troppa, ma che bontà), formaggio grattugiato (non invadente), guacamole, pico de gallo, salsa alla panna acida… goduria pura! Amo il cibo messicano e ne ho mangiato tanto qua e là, ma un’insalata del genere non l’avevo veramente mai assaggiata prima, le mie papille gustative se la sognano ancora la notte! Valeva tutti i suoi 15$…
Ah: sul menu non sono segnalati i piatti senza glutine ma la cameriera è stata disponibilissima ed è andata a chiedere in cucina cosa potevo mangiare.
Giudizio: ottimo, ve lo straconsiglio se passate da Santa Barbara!

Candle Café & Grill (Venice Beach):
Allora… se vi troverete nella zona di Los Angeles, capirete subito che non bisogna stupirsi per la presenza massiccia e dislocata di barboni – vogliamo chiamarli homeless, che fa più politically correct? Come volete… insomma, non scandalizzatevi se anche davanti a questo locale ne troverete un cospicuo accampamento. Tranquilli, si fanno i fatti loro, non vi daranno fastidio. Premesso questo, la colazione in questo caffè non è affatto male! Ho avuto la meravigliosa sorpresa di trovare pane senza glutine, peraltro molto buono, una specie di pan brioche… non potevo farmelo scappare! Per il resto, per noi ci sono le classiche uova (il bello qui è che te le puoi far cucinare come vuoi, e io ne ho approfittato per sceglierle poached, ovvero in camicia – anche se a dirla tutta erano un po’ troppo cotte, ma ero talmente felice di trovarle che ho chiuso un occhio!) con contorno. Nel mio caso, ho sostituito le patate con della frutta fresca, che in California merita assai. Prezzi nella media, servizio un po’ disordinato ma quelle due fette di pane tostato mi hanno svoltato la mattinata! Quindi, giudizio finale positivo!

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Altra segnalazione interessante su Venice Beach, se mangiate positivo come me, è che – soprattutto nella zona di Muscle Beach – è pieno di locali e chioschetti healthy dove troverete una marea di opzioni mangerecce salutari! Soprattutto, un fiume di centrifughe, estratti e smoothies… e, a tal proposito, io ne ho assaggiato uno spaziale, ma purtroppo non ricordo assolutamente il nome del chioschetto. Ricordo solo che era in una piccola via, perpendicolare rispetto al lungomare, dove si trovavano uno di fianco all’altro diversi take away – e in quello, piccolino, servivano per l’appunto smoothies e grandi ciotole di frutta, yogurt e topping salutari vari. Con 5$ ho preso questo frullato di banana e frutti rossi, rinfrescante, fruttosissimo, strabuono e che ha sostituito il mio pranzo. Cercatelo, e se lo trovate non ve ne pentirete!

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Yard House (Los Angeles):
E’ un locale figo (termine altamente tecnico), ok. Ha una selezione di centinaia di birre diverse alla spina (e noi che ce ne facciamo, direte voi – penso ne abbiano anche qualcuna senza glutine ma non garantisco), ok. La qualità del cibo è buona, ok. Hanno un menu apposito per i piatti glutenfree, okissimo. Ma!
Ma… io ho preso un’insalata che era ottima, per carità, ma costava circa 20$ e conteneva una quantità irrisoria di salmone, che in teoria doveva essere la parte sostanziosa della cena. I prezzi dei piatti “seri”, quelli che possono riempire gli stomaci affamati, sono alti, cioè vi alzate da tavola avendo speso minimo una 40ina di dollari a testa, se li scegliete. “Ma se volete spendere poco, potete sempre cenare con delle nachos!”, come suggeriva uno dei miei compagni di viaggio a noi che eravamo soliti tenere un occhio anche al portafogli, oltre che allo stomaco. Ma anche no, dico io. Quindi insomma, o ci andate con poca fame o sappiate che c’è da sborsare di più rispetto alla media. Alla media dei ristoranti che frequento io in un viaggio di 20 giorni on the road, per lo meno 😀
Giudizio finale: qualità non male, ma se dovessi scegliere non ci tornerei.

Casa de Reyes (San Diego):
casa-de-reyesQuesto ristorante si trova nell’Old Town, zona turistica ma molto pittoresca… e facciamoli i turisti, ogni tanto, che in questo caso ne vale la pena! Si tratta di un piccolo quartiere in cui pare di essere catapultati in Messico… abbiamo scelto il locale che ci ispirava di più: tutto a tema, con tanto di musica messicana e tavoli colorati all’aperto. Il menu è vastissimo e la qualità del cibo non eccelsa ma molto buona: insomma, anche noi possiamo goderci una cena gustosa grazie alle tortillas di mais (sia giallo che blu), col solito problema del rischio contaminazione per il quale bisogna affidarsi al (e fidarsi del) personale. In questo caso devo dire che il servizio mi è parso più attento che in altre location, quindi per la prima volta ho avuto il coraggio di mangiare anche le tortillas senza temere che mi avessero dato per sbaglio quelle di farina di grano. Prezzi nella media dei ristoranti messicani (quindi più bassi che in quelli tradizionali).
Giudizio finale: positivo.

Qui si conclude la mia avventura alla scoperta degli Stati Uniti dell’Ovest, con le loro meraviglie naturali… spero che i miei consigli vi possano tornare utili nella pianificazione del vostro viaggio dei sogni, on the road ma glutenfree!
Se avete bisogno di altro, chiedete pure… sarò ben felice di rituffarmi nei ricordi insieme a voi. 🙂
Al prossimo reportage…!
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Part 1

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