Una dieta che non sa di dieta

Quando si parla di dieta, che sia dimagrante o legata a motivazioni di salute, le mie certezze sono due:
1) il fai-da-te non funziona, bisogna affidarsi a dei professionisti;
2) se la si vive come un’imposizione in negativo non si riesce ad essere costanti e quindi non si ottengono risultati.

Per questi motivi, finché non ho avuto esigenze specifiche – se non quelle dovute alla mia gluten sensitivity o all’endometriosi, per le quali ho “studiato” tutto il possibile – mi sono arrangiata da sola con le “mie” regole di alimentazione positiva… ma poi, quando è stato il momento di prendere in mano altre situazioni che mi trascinavo dietro da troppo tempo, mi sono rivolta a chi la nutrizione la conosce perfettamente e mi sono fatta guidare.
Per fortuna, il fatto che già avessi uno stile alimentare molto sano e la mia curiosità mi hanno facilitato la vita nel passaggio da “mangiare bene” a “seguire un piano alimentare specifico” per le mie esigenze. Una dieta, insomma.

Se vi trovate in una situazione simile, il mio primo suggerimento è: andate oltre il classico significato che si dà a questa parola. Lo sapete che “dieta” viene dal greco “diaita”, che non significa altro che “stile/abitudine di vita”?
Quindi, in sé, racchiude già il concetto che non la si deve vivere come un’imposizione ma come un cambiamento nel proprio modo di vivere quotidiano. Solo così, piano piano, acquisiremo queste nuove abitudini e le faremo nostre – non le sentiremo come obblighi imposti dall’esterno ma come la normale modalità di prenderci cura di noi stessi.

So anche che non tutti riescono a trovare la curiosità e la voglia necessaria per esplorare e imparare a conoscere nuovi cibi, nuovi abbinamenti, o per rendere sempre allettante e golosa una serie di “prescrizioni” alimentari che rischia di essere vista come noiosa.
Non lo è, invece, e in questo post voglio proprio dimostrarvelo.

Ho iniziato questo percorso da due settimane, e non ho quasi mai mangiato lo stesso piatto due volte. E mi mancano ancora un sacco di combinazioni da sperimentare! Lasciate libera la fantasia, provate, cambiate qualche dettaglio: non potete uscire dalla “stanza” dei cibi e delle quantità consentite, ma dentro quella stanza vi ci potete muovere come volete… ci potete anche ballare!

Se non sapete proprio da che parte farvi, ecco una carrellata di idee – specificando che queste sono nate per la mia dieta e che quindi potrebbero non essere perfette per voi… ma potete comunque usarle come spunto e adattarle alle vostre esigenze.

La mia colazione di base è una tazza di infuso, qualche galletta spalmata di ghee e spolverata di cannella, un frutto e una fonte di proteine. Basta variare quest’ultima (uova, salmone o prosciutto), il tipo di tisana o il frutto ed ecco che si creano moltissime possibili combinazioni, per scongiurare la noia!

Anche il porridge è un’opzione: ho scoperto che lo preferisco cotto invece che fatto a freddo “overnight”, e siccome non posso usare zucchero lo rendo dolce grazie a cubetti di frutta o cocco in scaglie.

Infine, un paio di volte a settimana preparo questi pancakes meravigliosi, naturalmente dolci e perfetti per i golosi!

Pranzi e cene si assomigliano come “impostazione”… ecco alcune delle idee che ho sperimentato, finora.

Riso basmati con sgombri marinati al lime e seppia spadellati, più zucca arrostita al forno.

Pausa pranzo in ufficio? Riso basmati con seppia lessata, carote e finocchi crudi, citronette al lime e prezzemolo fresco. Perfetto anche freddo!

Fettine di lonza di maiale, qualche forchettata di crauti fermentati, biete e radicchi spadellati con ghee e riso thai.

 


Riso venere
(quanto lo adoro) con bocconcini di pollo e cavolo romano cotti in padella con aglio orsino essiccato.

 

Risotto all’astice (surgelato, alla portata di tutti) mantecato con ghee… oppure potete variare con un misto di pesci da sugo e il gioco è fatto! Goduria pura…

 

 

Petto di pollo rosolato in olio di cocco con riso thai e mezzo avocado al lime: ecco un piatto completo (se aggiungiamo le verdure “fuori inquadratura”) di una semplicità estrema ma veramente gustoso!

Oppure, cosa ne dite di un bel piattone di quinoa cotta per assorbimento, condita con una spadellata di merluzzo, biete, pomodorini secchi e un pizzico di peperoncino? Super!
E per il pranzo della domenica, niente di meglio di pollo (ruspante) arrosto al rosmarino con chips di patate al forno e verdura di stagione – in questo caso puntarelle spadellate al peperoncino. Da leccarsi i baffi… e anche le dita. 😉

Anche i colori del cibo sono importanti, sia perché danno “indizi” sulle proprietà contenute nell’alimento, sia per trasmettere emozioni attraverso gli occhi: questo piatto carico di giallo e arancione è energia pura, anche visivamente. Riso thai con pollo e verdurine (carote e finocchi tagliati sottili, in questo caso), cotti con olio di cocco e con un’aggiunta di curcuma e pepe. C’è bisogno di dire che era buonissimo?

L’ultima buona idea che vi suggerisco è ancora più semplice: seguitemi su Instagram (@eat.travel.live.positive) per ricevere spunti sempre nuovi su come rendere accattivante e golosa l’alimentazione quotidiana, anche in caso di “restrizioni” dovute a regimi alimentari particolari.

Se poi riproponete qualcuno dei miei piatti, mandatemi la foto e la pubblicherò sui miei spazi! ^_^

Buon appetito a tutti!

ps: si ringrazia ancora una volta la Dott.ssa Rossoni per avermi messo tra le mani questa nuova interessante sfida che sta stimolando molto le mie capacità organizzative e la mia curiosità da golosa che non intende rinunciare al piacere del cibo! 🙂

4 Comments Add yours

  1. malquadrato ha detto:

    Bellissimo l’articolo, bellissimo il messaggio che trasmette. Seguo sui suoi vari social la tua nutrizionista, la adoro 😍

    Liked by 1 persona

    1. Arianna ha detto:

      Lo so, lei è fantastica! Super preparata e competente e con modo di fare adorabile… un connubio perfetto. 🙂
      Grazie per le considerazioni sul post! Mi fa piacere che il messaggio sia passato ^_^

      Liked by 1 persona

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