Cosa vedere a Bali: i 10 templi più suggestivi

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Chi non si è mai ritrovato a osservare la foto di un tempio balinese?
Sono sicura che è successo anche a te, consapevolmente o meno.
E magari hai iniziato a sognare di visitarlo di persona, quel tempio, prima o poi.
Magari hai sentito un’attrazione inspiegabile, sei rimasto affascinato da un’immagine che ha continuato a ronzarti in testa finché non ti sei detto:
“Beh, forse è giunto il momento di comprare un biglietto aereo e andarci sul serio, a Bali!”Pura Uluwatu e io, travel blogger

Più o meno, questo è ciò che è successo a me, e che mi ha dato l’impulso iniziale per partire per il mio viaggio in solitaria di tre settimane, alla scoperta dell’Indonesia.
Di una piccola parte di essa, in realtà, perché si tratta di un arcipelago immenso, che merita sicuramente più di una visita.

I templi e l’Induismo

L’Indonesia è a maggioranza musulmana, ma Bali è una piccola bolla principalmente induista, ed è costellata di templi.
Quando sono arrivata a Ubud, sono rimasta a bocca aperta per il gran numero di templi – ce n’era letteralmente uno ogni pochi passi. Poi mi hanno spiegato che ogni famiglia ha un tempio annesso alla propria casa, e ho capito perché fossero così tanti. Oltre a quelli privati, ci sono poi quelli pubblici, ovviamente più grandi, e infine quelli “famosi” – ovvero quelli visitati dai turisti, che in molti casi possono anche entrare al loro interno.
Non sempre, però, e ad ogni modo possono farlo solo rispettando alcune regole – come il dover indossare un sarong, una specie di pareo che copre le gambe, e a volte anche un kain, una fascia da legare in vita, simile a una cintura.

I templi balinesi, anche quelli familiari, sono curatissimi e stupendi, con intarsi di legno dipinto di colori vivaci e oro, e vengono usati sia per cerimonie complesse che come luogo di preghiera quotidiana, in cui vengono poste le offerte per gli dei – fiori, cibo e incenso – tutti i giorni, anche più di una volta al giorno. Statua di Ganesh e offerte votive

Quali templi vedere a Bali?

Quando stavo pianificando il viaggio e mi stavo documentando su quali templi meritassero una visita, sono partita da questo articolo di Bali Bagus, blog che ti consiglio di sbirciare se la prevedi come tua futura meta.
Dopo di che, ho approfondito e aggiunto qualcosina alla mia lista, dandomi delle priorità in modo da riuscire a vedere il più possibile, e ottimizzandoli anche in base alla zona geografica.

E sono proprio queste le informazioni che voglio condividere con te:
quali sono i templi più suggestivi e imperdibili di Bali?
come riuscire a visitarli ottimizzando gli spostamenti e quindi i tempi?

Ubud e dintorni: i templi del centro di Bali

  • Pura Taman Saraswati: dedicato alla dea della saggezza e delle arti, questo tempio si trova proprio nel centro di Ubud ed è a ingresso gratuito – quindi non puoi non visitarlo. Segui la freccia che troverai all’entrata del Lotus Cafe, ristorante situato davanti al tempio, ed avventurati in questa piccola oasi di pace nel caos del villaggio, dove potrai ammirare la costruzione religiosa tipica balinese, affacciata su delle vasche piene di fiori di loto. Poetico. Pura Taman Saraswati Ubud
  • Mandala Wisata Wanara Wana – meglio conosciuto come Monkey Forest Sanctuary: a differenza di quello che potrebbe sembrare a una prima occhiata, non si tratta solo di una foresta popolata da scimmie, ma di un vero e proprio santuario composto da tre templi, che potrai però osservare solo dall’esterno. Si trova anch’esso all’interno di Ubud e merita una visita per l’atmosfera surreale creata dalle statue di pietra ricoperte di muschio verde brillante, gli alberi secolari con tronchi e rami intricatissimi e la possibilità di osservare da vicino gli animali che scorrazzano liberi e indisturbati nel loro habitat. Attenzione però, perché i macachi sono dispettosi e cercheranno di rubarti tutto ciò che attira la loro attenzione: cibo in primis, ma anche occhiali da sole, cappelli, gioielli o macchine fotografiche. Ne ho visti alcuni che aprivano gli zaini sulle spalle dei turisti, quindi se non vuoi essere disturbato non portarti cibo di alcun genere perché lo troveranno anche se tenterai di nasconderlo! 😀 Monkey Forest Ubud
  • Goa Gajah: il nome significa “grotta dell’elefante” e si riferisce appunto alla grotta, realizzata nell’XI secolo, caratterizzata dall’ingresso scolpito con demoni e figure tradizionali hindu. Bella da vedere ma visitabile in un attimo, quello che è veramente imperdibile in questo sito archeologico è tutto il resto. Scendi le scale che si trovano sulla destra del piazzale di ingresso e ti troverai in mezzo alla foresta, fra cascate e ruscelli, pietre scolpite e ricoperte di muschio, alberi spettacolari, vasche con fiori di loto, ragni di 10 cm (ebbene sì) e un tempio nascosto in cui io ho trovato una simpatica signora che in cambio di una piccola offerta praticava il classico rituale di preghiera induista. Un’esperienza piacevole e un po’ mistica, che mi ha fatto uscire di lì inebriata d’incenso e decorata da fiori di frangipane e chicchi di riso.
    Questo sito si trova poco distante da Ubud: io l’ho raggiunto a piedi in circa un’ora, ma alcuni tratti di strada sono abbastanza trafficati e non proprio sicurissimi – ho incrociato solo un altro paio di temerari che avevano avuto la mia stessa idea! Goa Gajah Ubud
  • Gunung Kawi: anche questo è un sito archeologico risalente all’XI secolo, composto da 10 tombe (probabilmente della famiglia reale) suddivise sulle due rive di un fiume. Fin da subito resterai a bocca aperta per il paesaggio in cui il luogo è immerso: terrazze di risaie e giungla, che potrai ammirare scendendo i ripidi gradini iniziali (che al ritorno ti toglieranno il fiato, ma in un altro senso!). Potrai poi osservare le imponenti tombe e il complesso di templi annesso e, se avrai fortuna, potresti assistere a una cerimonia o alla sua preparazione – come è successo a me, che sono rimasta assolutamente affascinata da tutte le donne che in abiti tradizionali realizzavano il necessario, mentre gli uomini cucinavano. Che meraviglia!
    Per arrivarci da Ubud, in questo caso, serve un mezzo di trasporto – ma, per ottimizzare, puoi sfruttare lo stesso viaggio per raggiungere anche il tempio di cui ti parlerò ora. Gunung Kawi Bali
  • Tirta Empul: anche lui situato a nord ovest di Ubud, si tratta forse di uno dei templi più conosciuti e fotografati di Bali. Lì si trovano delle sorgenti sacre e una parte del tempio consiste proprio in vasche in cui gli induisti (ma anche i turisti) possono fare abluzioni di purificazione. Nel complesso si entra solo indossando il sarong, ma se vuoi immergerti nelle vasche dovrai usarne uno tuo oppure noleggiarlo all’interno (non puoi usare quello compreso nel prezzo che ti daranno all’ingresso). Molto suggestivo da vedere, anche se un po’ troppo affollato per poterne apprezzare a pieno la spiritualità, mi è dispiaciuto molto non avere il tempo per sottopormi anch’io al rituale di purificazione. Fallo, se puoi!
    Curiosità: l’enorme villa, con ponte annesso, che si vede a sinistra passeggiando fra i templi è una delle case del presidente. Discreto! Tirta Empul Holy Water Temple Bali

(Consiglio: quando andrai a visitare Gunung Kawi e Tirta Empul, approfittane per fermarti anche alle risaie terrazzate di Tegallalang, patrimonio dell’Unesco di cui ti parlerò più avanti.)

  • Pura Ulun Danu Bratan: più che al centro si trova al centro-nord, ma è un altro tempio iconico di Bali che ti consiglio di visitare. Situato a 1200 metri, sulle rive del lago Bratan, si tratta di un complesso induista-buddhista il cui tempio principale galleggia su un minuscolo isolotto proprio nel lago – non per niente, è dedicato alla dea dell’acqua Dewi Danu. Circondato da un giardino curatissimo, anche se costellato da sculture pacchiane che mi ricordavano un po’ Fiabilandia e non c’entravano gran che con la spiritualità del luogo, per arrivarci dovrai attraversare paesaggi stupendi fatti di giungle e risaie ma anche di paesini minuscoli che danno l’idea di come sia la “vera” Bali. Portati una felpina, ché lassù fa fresco, ma anche un k-way perché non è insolito incappare in nuvoloni e pioggia. Però vai, assolutamente vai!
    Curiosità: quando sono stata in visita a questo tempio, c’erano diversi rituali in corso… e ho assistito al sacrificio di una povera anatra, portata in mezzo al lago e lasciata affondare nelle sue acque. Un po’ inquietante ma suggestivo. Pura Ulun Danu Bratan Bali

(Consiglio: quando ti recherai in quella zona, approfittane per visitare anche le risaie di Jatiluwih, anch’esse patrimonio dell’Unesco di cui poi ti parlerò!)

I templi della zona est di Bali, ai piedi del monte Agung

  • Pura Lempuyang: questo tempio si trova veramente all’estremità orientale dell’isola, tanto che da Ubud troverai difficilmente chi ti voglia accompagnare fin là a un prezzo accettabile, mentre da località come Amed è raggiungibile con più facilità. Si tratta di un luogo religioso meno turistico degli altri, un po’ per la sua posizione geografica e un po’ perché è strutturato su sette livelli e per arrivare in cima bisogna salire circa 1700 gradini! Se hai un profilo Instagram, ti sarai imbattuto sicuramente in qualche foto di ragazze bellissime  in posa in mezzo a un portale che si affaccia sull’infinito… ecco, quello è il primo livello del tempio di Lempuyang. In giornate senza foschia, da lì si può ammirare il monte Agung, vulcano attivo alto circa 3000 metri. Il tempio è bellissimo già di per sé, ma ti garantisco che osservare il paesaggio circostante da quella prospettiva ti farà veramente percepire un’unione totale con l’Universo…
    Purtroppo, per una serie di eventi sfortunati, sono arrivata al tempio quasi al tramonto, quindi non ho potuto affrontare la salita (che richiede diverse ore). Uno dei miei propositi è assolutamente quello di tornare lì e provarci, sono certa che ne valga la pena! Pura Lempuyang Bali
  • Pura Besakih: chiamato anche “tempio madre”, è il più antico, più grande e più importante dell’isola. Si trova alle pendici del monte Agung, leggermente più all’interno rispetto al Pura Lempuyang e quindi è previsto anche negli itinerari più turistici. Devo dire la verità: per quanto sia un complesso molto articolato e imponente (è costituito da 23 templi su diversi livelli), non è di sicuro uno dei più impressionanti. Di tutti quelli di cui ti parlo in questo articolo, forse è il più trascurabile, se non fosse per l’importanza che riveste per gli induisti indonesiani. L’altro motivo per cui non te lo consiglio con lo stesso calore degli altri è che qui i locali cercano veramente di farti pagare anche l’aria che respiri. Già il biglietto d’ingresso è più alto della media (60 mila rupie, contro le 10/15 mila degli altri templi), poi ti diranno che puoi entrare solo se accompagnato da una guida – quando solleverai dubbi, ti rassicureranno dicendo che è inclusa nel prezzo, ma poi quella guida ti chiederà una mancia a suo piacimento (a noi, che eravamo tre e avevamo creduto alla storiella, ha chiesto 50 mila rupie a testa, che ovviamente non gli abbiamo dato). Ci saranno uomini che si offriranno di portarti al tempio in motorino e donne che ti metteranno in mano offerte per gli dei giocando sul tuo senso di colpa e sulla tua ignoranza della loro religione. Rifiuta tutto. Ignorali e vai avanti per i fatti tuoi. Non hai bisogno di niente, non c’è niente di obbligatorio e si faranno bastare i soldi del biglietto d’ingresso. Capirai anche tu che questo clima toglie molto alla potenziale spiritualità del luogo… Pura Besakih Mother Temple Bali

(Consiglio: se sarai in questa zona, fermati a visitare anche il Taman Tirta Gangga, palazzo reale con un giardino pieno di vasche e fontane pittoresche, dove puoi anche decidere di fare il bagno in una piscina di pietra risalente a circa 70 anni fa!)

Non solo surf: i templi a sud di Bali

  • Pura Tanah Lot: situato a sud ovest dell’isola, questo tempio del mare è un must, non tanto per la costruzione in sé (piccola, non particolarmente emozionante e comunque non visitabile dai turisti) quanto piuttosto per la collocazione quasi magica. Si trova infatti su uno scoglio in mezzo all’oceano e diventa accessibile solo in caso di bassa marea. Affollatissimo di turisti, rimane comunque molto suggestivo e a tramonto offre diversi scorci artistici. Non fermarti lì, però: cammina lungo il sentiero alla destra del tempio e a un certo punto ti troverai davanti a un arco di roccia – io il tramonto l’ho guardato da lì: uno spettacolo osservare il sole infuocato che sbuca al di sotto dell’arco, colorando il mare di oro! Tanah Lot Water Temple Sunset Bali
  • Pura Uluwatu: è un altro dei templi del mare di Bali, e in questo caso si trova proprio nella punta più estrema della penisola di Bukhit, a sud dell’isola. Situato in una zona di spiagge spettacolari, che ti consiglio caldamente di visitare (e te ne parlerò più avanti), si tratta di un minuscolo tempietto collocato in cima a uno strapiombo sull’oceano. Penso che una location più strabiliante e “potente” di quella non l’avrebbero potuta trovare! Anche in questo caso, nel tempio non si può entrare, ma lo si può osservare da lontano, sia da sinistra che da destra – e ti consiglio di approfittare della visita per guardarlo da più angolazioni possibile perché merita. E’ un paesaggio difficile da descrivere a parole, bisogna vederlo per poter assorbire l’energia impetuosa di quelle onde che osserverai dall’alto della scogliera. Credimi! Pura Uluwatu Water Temple Bali

Questa è la top 10 dei templi più suggestivi di Bali che, secondo il mio modesto parere, meriterebbero una visita.

Se ci sei già stato, cosa ne pensi? Lascia un commento per dirmi la tua o indicare qualche altro tempio imperdibile – che magari io non ho avuto il tempo di visitare.

Se invece hai altre curiosità su Bali o l’Indonesia, chiedimi pure e risponderò nei prossimi articoli! 😉
Intanto spero di averti invogliato a scegliere quest’isola come meta di uno dei tuoi prossimi viaggi… penso che non ne resteresti deluso!

Ah, se vuoi sbirciare altre foto del mio viaggio e vedere anche le prossime che pubblicherò, seguimi su Instagram… ti aspetto!

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