Ubud, Bali – come non abituarsi e vivere felici

Ubud, Bali – come non abituarsi e vivere felici

Io continuo a stupirmi. È la sola cosa che mi renda la vita degna di essere vissuta.

(Oscar Wilde)

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Non mi abituo.

Non mi abituo al sapore dolce e intenso della frutta fresca tropicale e a quello piccante dei tè speziati.

Non mi abituo all’apparente tranquillità delle strade alle 8 di mattina, coi negozi chiusi e il traffico ancora lento.

Non mi abituo al profumo di incenso e ai colori accesi dei fiori dei canang sari. Non mi abituo ai gesti ipnotici delle donne che li preparano con cura e li sistemano su marciapiedi e altarini col loro rituale mattutino.

Non mi abituo alla sensazione di piacere che provo al primo sorso di acqua di cocco, quando sono accaldata e assetata.

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Non mi abituo allo stupore che mi coglie ad ogni tempio che incontro, ad ogni statua che sta di guardia, ad ogni pennellata d’oro sulla pietra scura. Non mi abituo al fatto che ad ogni passo ce ne sia uno, di templi, e che ognuno riesca a farmi rimanere a bocca aperta, ipnotizzata.

Non mi abituo alla delicatezza dei frangipani, alla morbidezza dei loro petali e alla loro fragranza.

Non mi abituo alla bellezza perfetta dei bimbi balinesi, ai loro occhi luminosi, ai sorrisi dei piccolissimi e agli “Hello” di quelli poco più grandi, che mi salutano da lontano con la loro manina.

Non mi abituo alla meraviglia di fronte a intere famiglie vestite in abiti tradizionali per le celebrazioni nei templi.
Uomini e bambini col loro copricapo, bimbi con le facce serie, che sembrano piccoli sacerdoti.
Donne con le loro stupende ed eleganti maglie di pizzo, con le fasce colorate in vita e il sarong che le avvolge fino ai piedi.
Non mi abituo al fatto che, mentre li osservo quasi con riverenza, loro mi salutano con un “Hello” dopo l’altro e mi strappano sorrisi.

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Non mi abituo al dolce del cocco che incontra il piccante nei piatti balinesi.

Non mi abituo alla sensazione di libertà del camminare a piedi nudi ovunque, tranne che per strada.

Non mi abituo al verde delle risaie in mezzo al villaggio e tanto meno a quello color smeraldo della giungla che si nasconde incredibilmente dietro ogni angolo.

Lo stupore continuo è il mio compagno di viaggio. Ogni giorno esco di casa e cammino col naso all’insù, distratta da tutto, come se ne facessi esperienza per la primissima volta.

Non mi abituo, e voglio continuare a non abituarmi.
Lasciatemi qui, non ho ancora finito di stupirmi.

Ubud, Bali, 25 marzo 2018

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